M La missione della Chiesa è descritta spesso in termini di testimonianza: la verità, da Gesù sussurrata agli orecchi dei discepoli,
dev'essere gridata dai tetti.
Secondo la cultura postmoderna parlare di verità è in ogni caso esagerato; se pure di verità si può parlare, il luogo non può essere quello pubblico.
In quel luogo sono tollerate solo opinioni personali, e non pretenziose verità.
La figura della testimonianza rimanda a una contraddizione tra cultura pubblica e
predicazione cristiana, che pare inevitabile.
Fin dall'inizio, d'altra parte, il vangelo ha suscitato litigi, e quindi un interminabile processo.
Proprio per rapporto a quel processo il cristiano è testimone, in senso giudiziale.
Il famoso "aggiornamento" mira invece a un rapporto con la nuova cultura, che vuol essere irenico e rimuove ogni conflitto; la parola cristiana perde il profilo di testimonianza, per candidarsi ad essere soltanto un supplemento d'anima per un mondo senz'anima.
I contributi qui
pubblicati, di taglio biblico, filosofico, di teologia sistematica e di teologia della cultura, sono frutto di un Seminario di studio volto a recuperare una nozione di testimonianza meno slavata. M |