Diciannove capitoli, diciannove quadri strettamente correlati. Tutto inizia con l'inquietante tensione de "L'orazione funebre", che ci fa entrare nella vita di una bambina sveva che assiste al funerale del padre.
Ne "Il bagno svevo" conosciamo tutta la famiglia: il bambino pił piccolo, la madre, il padre, la nonna, il nonno, che approfittano dello stesso bagno caldo, dello stesso sapone, per lavarsi, uno dopo l'altro, per poi sedersi a vedere il film del sabato. Completa il quadro "La mia famig
lia", dove l'autrice approfondisce ognuno dei personaggi e traccia il loro albero genealogico.
Queste tre prime scene sono il preambolo di "Bassure", il capitolo pił lungo.
La natura si fa protagonista, con un'infinitą di elementi e personaggi che formano il quadro pił colorito dell'opera, per manifestare la sofferenza, l'isolamento e l'abbandono in cui versano la sua famiglia e il villaggio svevo.
Per essere ancora pił chiara, la bambina racconta il lavoro del padre in "Pere mar
ce". La ritroviamo mentre balla in "Tango soffocante" e, convertita in adolescente, balla anche ne "La finestra". Apparirą ne "L'uomo con la scatola di fiammiferi".
Racconta le vacanze dei genitori al mare, parla della sua solitudine, della successione dei dittatori, degli assassini della mafia, fino a descrivere in un "Giorno feriale" la sua vita in fabbrica. Una storia di sofferenza, isolamento, abbandono. Il libro d'esordio di Herta Müller in una edizione rivista e corretta dall'autrice premio Nobel per la letteratura 2009.
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