Chi è il tutor clinico?
Quali sono le sue aree di competenza?
È possibile favorire l'efficacia della sua prestazione all'interno del sistema sanitario nazionale italiano?
L'esigenza di promuovere e sviluppare le competenze dei professionisti a tutti i livelli, comune a tutte le organizzazioni di lavoro, è particolarmente importante nel mondo della sanità. La complessità dei contesti organizzativi richiede oggi un professionista in grado di aiutare e promuovere l'innovazione, offre
ndo una professionalità dinamica, in permanente formazione. Per adattarsi a questi cambiamenti, le organizzazioni devono spostare l'asse delle competenze e delle priorità, rispondendo ai bisogni che vanno dagli studenti in prima formazione, alla specializzazione, al primo inserimento nel mondo del lavoro e, ovviamente, alla formazione continua dei professionisti già inseriti nell'azienda. È in questo contesto che il ruolo del tutor viene inteso come elemento cruciale per la formazione.
Questo m
anuale è nato proprio dall'esigenza di aiutare il tutor a interrogarsi su come sta esercitando la professione, individuando gap ed eccellenze, rispetto alle quali costruire piani di crescita specifici. In altre parole, si tratta di uno strumento per aiutare chi vuole lavorare meglio.
Con due obiettivi specifici:
- incrementare e valorizzare il patrimonio di competenze professionali del tutor clinico in funzione del suo allineamento alle esigenze di miglioramento della qualità della formazione;
- consolidare e rafforzare il suo percorso di crescita al fine di rendere duraturo nel tempo l'apprendimento raggiunto e trasferendo i risultati dell'esperienza realizzata all'organizzazione.
Solo attraverso il continuo interrogarsi sul modo in cui si esercita la propria professione, si potranno attivare dei reali percorsi di miglioramento, indispensabili per affrontare al meglio le sfide del futuro.
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