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MEYER PHILIPP
Il figlio
immagine di copertina
Autore:
MEYER PHILIPP
Titolo:
Il figlio
Derscrizione:

*Romanzi
Editore:
Einaudi
Data di edizione:
febbraio 2013
Pagine:
553
dimensioni cm.:
14,5x22
ISBN13:
9788806212087
Codice:
266302
Collana:
Supercoralli
Prezzo:
20.00. Nostra offerta con sconto 15%: € 17.00 *
Disponibilità:
normalmente disponibile in 5 giorni lavorativi
Dati aggiornati a novembre 2015
* Offerta valida 30 giorni (fino ad esaurimento scorte)
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MEYER PHILIPP, Il figlio, Einaudi in campedel.it
Descrizione
Dalle grandi praterie annerite da immense mandrie di bisonti, agli smisurati ranch di proprietà di un pugno di allevatori che regnavano come monarchi assoluti su schiere di vaqueros, al paesaggio arido e desolato punteggiato dalle torri dei campi petroliferi, la storia del Texas occidentale è la storia di un susseguirsi di massacri, la storia di una terra strappata di mano più e più volte nel corso delle generazioni.

E inevitabilmente anche la storia dei McCullough, pionieri, allevatori e poi p etrolieri, è una storia di massacri e rapine, a partire dal patriarca Eli, rapito dai Comanche in tenera età e tornato a vivere fra i bianchi alle soglie dell'età adulta, per diventare infine, sulla pelle dei messicani e grazie ai traffici illeciti fioriti nel caos della Guerra Civile, un ricchissimo patròn.

Ma se Eli McCullough, pur sognando la wilderness perduta, non esita ad adattarsi ai tempi nuovi calpestando tutto ciò che ostacola la sua ascesa, suo figlio Peter sogna invece un futuro diverso, che non sia quello del petrolio che insozza la terra e spazza via i vecchi stili di vita, e non può che schierarsi con trepida passione dalla parte delle vittime.

La storia, però, la fanno i vincitori, ed ecco allora Jeanne, la pronipote di Eli, magnate dell'industria petrolifera in un mondo ormai irriconoscibile, in cui di bisonti e indiani non c'è più neanche l'ombra, e i messicani sono stati respinti al di là del Rio Grande.

Philipp Meyer ha scritto e riscritto quello che poi è diventato Il figlio numerose volte, persino dopo la consegna del libro agli editori. Alcuni passaggi sono stati riscritti anche cento volte. Per immedesimarsi il più possibile nell’ambiente del romanzo Meyer ha non solo letto centinaia di libri e studiato la lingua dei Comanche, ma ha usato archi e frecce costruite da lui stesso e, per descrivere un rito d’iniziazione a cui partecipa il protagonista, ha cacciato dei bufali per berne il sangue (Wall Street Journal).

«Solo nei più gran di romanzi storici riusciamo ad avvertire nello stesso tempo la distanza del passato e la nostra probabile complicità nei peccati di un’età precedente, se mai ne avessimo fatto parte. A questa categoria ora dobbiamo aggiungere Il figlio».

Will Blythe, The New York Times
«Meyer è un narratore nel senso più pieno del termine, il tipo di scrittore potente e geniale che mi fa restare con il fiato sospeso in attesa del prossimo capitolo».

Richard Ford
«Un romanzo epico nella tra dizione di Faulkner e Melville, Il figlio è l’opera di uno scrittore al massimo dei suoi poteri».

Kevin Powers
«Philipp Meyer riformula le più antiche domande e le più profonde ossessioni dell’umanità in qualcosa di così crudo, sconvolgente, brutale e vero, che a Il figlio manca solo una colonna sonora». Téa Obreht .
Scheda creata Mercoledi' 12 marzo 2014

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