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Il terrorismo islamista viene analizzato a fronte delle sue violazioni dei diritti umani, e particolarmente del diritto alla vita; violazioni commesse da una rete organizzativa clandestina a metastasi senza frontiere, priva di rappresentatività e trasparenza, che autolegittima la sua violenza disumana invocando principi stravolti della religione islamica (vedi l'equazione terrorista=patriota o kamikaze=martire) Il fenomeno viene spiegato in termini di anomia internazionale, e cioè di risposta deviante allo iato tra condizioni attuali di sottosviluppo e splendori del passato del mondo islamico; mondo la cui cultura giuridica è rimasta alle dottrine delle scuole di diritto medievali nel quadro generale di una lettura, di una interpretazione, del Corano ritenuta da più parti, anche islamiche, manifestamente antistorica In tema di diritti umani tale blocco culturale è evidenziato, oltre che dal perdurante ricorso, talora, alla pena di morte per il "reato" di apostasia, dal fallimento degli Stati musulmani nei tentativi degli ultimi decenni di esprimere una dichiarazione dei diritti umani islamica, alternativa a quella universale dell'Onu del 1948 La spiegazione di tale blocco culturale viene individuata nel mancato superamento nel mondo arabo del dogma dell'identità di politica e religione; superamento avvenuto invece nella limitrofa cultura laica occidentale, e nella stessa cultura post-ottomana della Turchia di Ataturk L'A richiama l'attenzione sulla solidarietà latente nell'Islam rispetto al terrorismo; solidarietà intesa come omertà ideologica diffusa e gratificata dalle "sconfitte" inflitte dagli attentati terroristici al mondo occidentale; anche se dopo le stragi di Madrid e di Londra nel 2005 cominciano a manifestarsi prese di distanza sempre più frequenti, da parte di intellettuali, politici ed associazioni di emigrati musulmani in Occidente, che farebbero pensare alla maturazione anche nell'Islam di una cultura di rifiuto netto del terrorismo E' ragionevole però, secondo l'A, il dubbio che tale maturazione sia in buona parte l'esito del contrasto serrato di polizia e forze armate posto in atto dai paesi occidentali minacciati, e dalle esperienze (certo da non sottovalutare) di democrazia elettorale in corso in paesi musulmani finora dominati da violenza politica e dispotismo | |
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