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Il vangelo inaudito Dominique Collin Pubblicato da: Queriniana Collana: Giornale di teologia 429 Non dobbiamo forse unicamente ricordare ciò che è dimenticato, cioè l’indimenticabile? La vocazione della “buona notizia” non è risolvere problemi, ma far sentire al mondo ciò che il mondo non ha sentito. «Scrivo per individuare un ascolto possibile di ciò che del vangelo non è stato ancora udito»: così Dominique Collin. Egli, in questo saggio tonificante, invita a intendere il vangelo con un altro orecchio. Se l’idea diffusa è che il vangelo sia un racconto mitologico sorpassato, il teologo e filosofo domenicano sostiene che è invece divenuto possibile, oggi, percepirne l’inaudito: «Quelle cose che orecchio non udì» (1 Cor 2,9). E la “buona notizia” che tipo di inaudito annuncia? Una possibilità di uscire dalle catene che ci siamo forgiati, una possibilità di essere “sé” anziché essere asserviti al proprio “io” infantile e regressivo. C’è urgenza, dice Collin: spossessata del futuro, la nostra epoca è attratta dal niente. Non ne usciremo senza cambiare la nostra maniera di pensare. Infatti il vangelo è questa parola che non ha la funzione di risolvere dei problemi, ma di far venire voglia di pensare in modo diverso. Di fronte al caos che incombe, resta da intendere l’inaudito del “buonsenso” aperto dal vangelo. Buonsenso di pensare all’Altro. Buonsenso di vivere una conversione alla gioia. Buonsenso di tendere l’orecchio al vangelo inaudito. Consigliati Comprendere la fede Un cristianesimo possibile Con Maria nelle strade del mondo Per una teologia del popolo di Dio Il Vangelo di Gesù Cristo Il Dio vivente e la pienezza della vita L'eco dello Spirito Le difficoltà della fede Libreria Campedèl Belluno | |
Scheda creata Sabato 6 febbraio 2021 | |
La collana GDT Giornale di teologia | |
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