Il precariato globale ci sta suonando la sveglia. Il mondo č percorso dalla paura e dalla collera, e tuttavia intendere questo fenomeno esclusivamente come condizione di sofferenza č radicalmente sbagliato. Molti di coloro che vi sono trascinati cercano qualcosa di meglio rispetto a quanto offerto dalla societą industriale e dal sindacalismo del Novecento.
In molti paesi, almeno un quarto della popolazione vive oggi in condizioni di precarietą. Dovuta non solo a lavori instabili, scarsamente (o per nulla) protetti dal welfare, ma anche al venir meno di carriere lavorative con un orizzonte temporale soddisfacente, all’erosione delle identitą professionali, alla crescente esiguitą delle prestazioni pubbliche e aziendali, considerate come diritti acquisiti dalle generazioni precedenti. Di fronte a un futuro spogliato di ogni sicurezza, questo nuovo precariato – inteso come vera e propria classe sociale, alla stregua del proletariato – potrebbe cercare rifugio nel populismo e nell’intolleranza, come mostrano molti indizi in Europa, negli Stati Uniti e altrove. | |
L'autore | |
Guy Standing č docente di Economic Security nell’Universitą di Bath, Inghilterra; ha lavorato per l’Organizzazione internazionale del lavoro; č membro fondatore e co-presidente del Basic Income Earth Network (Bien), organizzazione non governativa che promuove il reddito di cittadinanza. |
|
La collana Contemporanea | |
I libri dell'editore Il Mulino
Gli scaffali di Scienze sociali | |
© Libreria Campedčl - Piazza dei Martiri,27/d - 32100 Belluno telefono +39.0437.943153 fax +39.0437.956904 e-mail info@campedel.it | |
Data ultimo aggiornamento: Lunedi' 24 settembre 2012 |